PSICOANALISTA, GIORNALISTA, SCRITTRICE

Marina Valcarenghi

«Intravedo un filo conduttore delle mie diverse attività, nel corso del tempo, in una reazione di fronte al dolore personale e collettivo. Né ideologia, né vocazione, solo il desiderio di fare in qualche modo la mia parte, senza stare a guardare.»
Ritratto di Marina Valcarenghi

«Questi i miei spazi di studio e di lavoro: l’attività clandestina  per la liberazione dell’Algeria nel 1961/1962, la passione per il diritto e la sociologia all’Università, l’inutile impiego nell’ufficio studi di un Ministero per il Mezzogiorno, il giornalismo, gli studi psicoanalitici a Milano e a Zurigo, i quasi 50 anni di attività che ne sono seguiti, i miei libri, il ’68, l’introduzione della psicoanalisi in carcere nel reparto di isolamento maschile a Bollate e a Opera, il libro-denuncia dei “Manicomi giudiziari” per la loro chiusura, la formazione di nuovi psicoanalisti in una scuola di specialità»

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